Ero a Bali in viaggio di nozze. Un viaggio auto organizzato. Una sera eravamo a mangiare una pizza ad Ubud ed abbiamo incontrato una coppia di Spagnoli, Luisa e Miguel. Luisa parla uno splendido italiano. Abbiamo fatto subito amicizia. Abbiamo affittato la piccola dependance della loro casa per un mese ed abbiamo trascorso tutto il periodo a contatto di quella coppia straordinaria. Lui è chef e lavora in Spagna per sei mesi l’anno e poi gli altri sei mesi li trascorrono assieme a Bali. Lì, hanno preso una casa per 25 anni e, come una calamita, attraggono amici. Spesso eravamo sotto il portico di Miguel a pranzare o a cenare. Lui riusciva ad organizzare pietanze sopraffine in una cucina esterna non molto attrezzata per uno chef. Alla sua tavola in un colpo solo si parlava spagnolo, indonesiano, inglese, francese e tedesco. Le conoscenze linguistiche erano amplificate e potenziate dalla cerveza, dal Cuba Libre e dal limoncello. Personalmente sono astemia ed io dovevo fare affidamento solo sulle mie conoscenze. Mi sono divertita molto. Ho conosciuto un modo di vivere molto distante dal mio. Ho respirato l’internazionalità di una comune melting pot. Di insegnanti di yoga, di persone semplicemente in vacanza, di chi lì ci vive per scelta, immersi in un caldo da paura, in una vegetazione così sfacciata che piantando il manico di un badile, sarebbe fiorito anche quello. Di ragni grossi come piattini da frutta, di cobra in cerca di rane, di scimmie dispettose, di barriere coralline impressionanti, di cibo a volte buonissimo e molte volte pessimo, di maltrattamenti su animali che ti toglievano il fiato, di tramonti ed albe spettacolari, di templi ed orizzonti infiniti. In tutto questo, la tavola di Miguel era un riferimento e quando il caldo proprio era insopportabile, preparava il suo Gazpacho Andaluso.

INGREDIENTI E PREPARAZIONE

  • 650 grammi di pomodori maturi da insalata
  • 100 grammi di cipolla bianca
  • 100 grammi di peperone verde
  • 1 spicchio d’aglio
  • 60 grammi di pane raffermo
  • 70 grammi di olio extra vergine di oliva
  • 15 grammi di aceto di vino bianco
  • 4 prese di sale
  • 500 grammi di acqua naturale

Frullare per 1 minuto e mezzo, assaggiare ed aggiustare di sale. Passare il composto a poco a poco usando un setaccio non troppo fitto. Servire freddo in un bicchiere e con verdure crude tagliate a pinzimonio.

Chi vuole può aggiungere agli ingredienti 100 grammi di cetriolo. Miguel non ne amava il sapore e pertanto la mia versione è senza.

Buon appetito.